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Perchè fare un percorso terapeutico |
Caro amico/a, se sei arrivato fino a noi probabilmente sei tediato da qualche problema.
Ora prova a concentrarti... Da quanto tempo hai questo assillo?
Bene ora pensa a ciò che già hai fatto per affrontare questo problema.
Prendi un foglio e scrivi le conclusioni a cui sei arrivato. Supponiamo non ti siano bastate, perché ancora stai cercando...
Sei stanco/a ma inquieto all’idea di immergerti completamente nei tuoi pensieri e così facendo il problema rimane nella tua vita.
Da 0 a 10, quanto sei stanco di confrontarti con questa situazione? Da 0 a 10, quanto sei disposto a lottare per allontanartene? Se la risposta ad entrambe le domande è più di 5 hai già compreso perché un percorso terapeutico può fare la differenza.
Se la risposta è inferiore a 5 probabilmente hai ancora un margine di sopportazione, forse stai ancora riflettendo sul da farsi, in questo caso la domanda più opportuna potrebbe essere: “a che punto vuoi arrivare prima di reagire?”.
Se la risposta è 5 ti è chiaro che hai davanti un bivio, una scelta, ma al contempo una grande opportunità di crescita, non solo un problema da risolvere.
Adesso prenditi un momento e rifletti come sarà la tua vita con questa situazione ancora presente tra 6 mesi...
Come sarebbe la situazione in assenza di questo assillo sempre tra 6 mesi?
Trovate queste risposte pensiamo sia importante sottolineare che nessuno troverà parole magiche adatte per sotterrare la paura: paura di essere matto, paura di essere giudicato, paura del cambiamento, paura dell’ignoto, paura della solitudine, paura del dolore...
Spetta a te fare il primo passo di quella danza chiamata “cambiamento lento ma costante”, poi come spesso succede quando si balla, qualcuno ti insegnerà passi nuovi e attraenti palcoscenici.
Questo qualcuno proverà a stare con te fino a quando il tuo passo sarà incerto, dopodichè, ti guarderà mentre inviterai qualcuno a danzare con te.
Questo pensiamo sia il contenuto più vero di un percorso terapeutico.

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